Jihadisti in azione a Niamey: attaccato l’aeroporto
Ieri mattina presto, appena terminata la preghiera del mattino (intorno le 06.00) gli abitanti di Niamey hanno sentito colpi di arma da fuoco e esplosioni provenienti dall’aeroporto Diori Hamani: i jihadisti stavano attaccando lo scalo.
Secondo le autorità nigerine, durante l’aggressione sarebbero stati uccisi undici militari e due civili, ma nello scambio a fuoco sarebbero morti anche ventidue miliziani. Il ministero della Difesa di Niamey ha poi aggiunto che una ventina di partecipanti all’assalto sarebbero poi stati arrestati e sequestrate le loro armi e munizioni.

Solo poche ore dopo l’attacco, l’aviazione civile ha fatto sapere che le operazioni aeroportuali erano riprese senza nuove interruzioni. I jahadisti del JNIM (Gruppo di sostegno dell’Islam e dei Musulmani, legato a al Qaeda, formazione creata nel marzo 2017 che raggruppa diverse sigle della galassia dei terroristi del Sahel) hanno rivendicato l’operazione. Fatto raro, visto che in Niger tali offensive vengono effettuate da ISIS.
Tra due fuochi
Dunque ora l’esercito nigerino, sostenuto dai mercenari di Africa Corps, si trova tra due fuochi: da un lato deve combattere i terroristi legati allo Stato islamico e dall’altro anche i miliziani di JNIM, formazione vicina ad al Qaeda.
Ma oltre all’offensiva di ieri, il giorno precedente ce ne sono state altre due organizzate dei miliziani di ISIS nella zona di Tillabéri. I terroristi hanno assalito una base militare a Banibangu, uccidendo 10 soldati, la seconda a Inates, dove la guarnigione è stata costretta a abbandonare la propria posizione.
Già nel gennaio di quest’anno lo scalo di Niamey è stato teatro di un’altra offensiva. Allora ISIS ne aveva rivendicata la responsabilità. Avevano preso di mira la base 101, una delle strutture maggiormente protette del Paese, che si trova all’interno della zona dell’aeroporto internazionale. Di fatto ospita la principale base militare russa di Africa Corps, contingente direttamente controllato dalla Difesa di Mosca. All’interno degli hangar sono ricoverati droni e aerei.
Ex base americana
Nel giugno di due anni fa i soldati americani hanno consegnato la base 101 di Niamey alle autorità militari, visto che nel marzo dello stesso anno la giunta militare al potere aveva chiesto a Washington di sgomberare il campo.
Va precisato che i miliziani di ISIS erano entrati nell’area in sella alle loro moto e camionette Toyota, mentre questa volta gli uomini di JNIM hanno utilizzato tassì e minibus per avvicinarsi allo scalo.
Militari italiani
Il loro obiettivo è stato ancora la base 101. L’aeroporto è un nodo strategico che ospita anche una base dell’aeronautica militare nigerina e il quartier generale della forza militare congiunta Niger-Burkina Faso-Mali. Nella stessa area si trova anche la struttura del contingente MISIN (Missione Bilaterale italo-nigerina di Supporto nella Repubblica del Niger). I nostri militari sono presenti nel Paese dal 2018 ed è l’unico contingente occidentale e europeo che si trova ancora in Niger.

Serge Daniel, giornalista ben informato delle questioni del Sahel e degli attacchi dei terroristi, ha sottolineato ieri a TV5Monde, che, anche se l’attacco è stato respinto, qualcosa non ha funzionato nella controffensiva, visto che 13 soldati sono stati uccisi e questo, per ora, è solo un bilancio provvisorio.
Ora la giunta militare punta il dito contro la Francia, senza però portare alcuna prova tangibile.
Africa ExPress
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