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Mali: sabotaggi alla rete elettrica e blocchi stradali, i terroristi continuano a sfidare la giunta militare

Cornelia I. Toelgyes
14 maggio 2026

Vivere a Bamako, la capitale del Mali, non è proprio semplice in questo periodo. Per ora il cibo non manca, anche se i prezzi di alcuni generi alimentari sono aumentati parecchio, come quello della carne. Ma con l’avvicinarsi del Tabaski (festa del sacrificio, ndr) questo non è un fatto del tutto insolito, in particolare per quanto concerne i montoni, cibo tradizionale durante questa festività.

Blocco stradale dei jihadisti in Mali

Dopo il blocco stradale imposto da INIM (Gruppo di Sostegno dell’Islam e dei Musulmani, legato a al-Qaeda) il 28 aprile scorso, tre giorni dopo la maxi offensiva degli estremisti islamici e gli indipendentisti tuareg del Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLA), i trasporti e gli spostamenti delle persone, i viaggi in genere sono complicati e complessi.

Ciò che rende la quotidianità dei residenti di Bamako difficile sono le prolungate interruzioni di corrente elettrica. Anche l’approvvigionamento idrico è diventato complicato perché è stato imposto un limite ai consumi. Nei prossimi giorni sarà ancora peggio, dato che le temperature dovrebbero superare i 40 gradi, secondo le previsioni meteo. Sta di fatto che la gente è confusa, non sa ciò che sta realmente succedendo nel Paese e è preoccupata per quanto potrebbe accadere nel prossimo futuro.

Sabotaggi infrastrutture elettriche

Si parla di sabotaggi a infrastrutture elettriche collegate alla diga di Manantali, nella regione di Kayes. Fatti avvenuti venerdì scorso e confermati da residenti e da alcune fonti della sicurezza del Mali. Ovviamente il comunicato di sabato dell’azienda pubblica Énergie du Mali (EDM) è stato piuttosto scarno. Ha semplicemente segnalato “un incidente verificatosi sulla rete di trasmissione dell’energia”, causando l’interruzione elettrica in diverse località.

Nessun accenno da parte dell’esercito per quanto riguarda i sabotaggi sulla linea elettrica. I militari hanno fatto sapere di aver effettuato attacchi aerei a Gao contro i terroristi.

Incendiati camion e auto private

Tra sabato e domenica i miliziani di JNIM hanno incendiato camion e macchine tra Ségou e Bamako. Ma prima di dare fuoco ai mezzi, hanno fatto scendere autisti e passeggeri.

Malgrado il blocco stradale dei terroristi, i militari sono riusciti a far passare un centinaio di camion cisterna con carburante. Infatti attualmente la benzina non manca a Bamako, mentre il diesel resta praticamente introvabile.

Anche se gli estremisti islamici stanno avanzando, l’esercito maliano, supportato da Africa Corps (mercenari russi gestiti direttamente da Mosca) controlla ancora completamente il sud del Paese, cioè nessuna area è occupata dai terroristi. La questione si complica nel nord, dove i ribelli dell’Azawad in collaborazione con JNIM hanno conquistato Kidal.

Raid aerei Kidal

Secondo quanto riferito da AFP, nella notte tra mercoledì e giovedì l’esercito maliano (FAMa) avrebbe lanciato diversi attacchi aerei sulla città, roccaforte dei ribelli di FLA. Il raid avrebbe distrutto un’abitazione nei pressi di un vecchio mercato, mentre un’altra bomba avrebbe scavato un cratere nel cortile del governatorato. FAMa ha avvertito che “gli attacchi si intensificheranno”.

Militari prigionieri di guerra

Dopo la disfatta dell’esercito e di Africa Corps a Kidal, i mercenari russi avevano negoziato la loro uscita immediata dalla città, grazie alla mediazione di un Paese vicino. Mentre oltre 200 militari di FAMa sono stati catturati dai ribelli dell’Azawad. Tra loro anche alti ufficiali e sottufficiali. “Rilasceremo quanto prima la lista con i loro nomi e gradi”, ha riferito, Mohamed Elmaouloud Ramadane, portavoce di FLA.

Soldati maliani prigionieri di guerra dei ribelli tuareg

I soldati maliani sono stati arrestati in diverse occasioni: durante i combattimenti del 25 aprile, ma anche nei giorni successivi. Alcuni sono stati scovati mentre si nascondevano in città tra i civili, altri sono stati raggiunti nel deserto mentre tentavano di fuggire a piedi.

Ramadane ha poi specificato che “sono prigionieri di guerra, non ostaggi. Prima o poi saranno liberati, ma al momento attuale è difficile prevedere quando e a quali condizioni”.

Sempre secondo il portavoce, finora le autorità di transizione del Mali non avrebbero intrapreso alcuna iniziativa per il rilascio dei loro uomini. Dal canto loro FLA ha invitato le ONG internazionali di recarsi a Kidal per verificare le condizioni dei prigionieri di guerra e fornire loro assistenza, soprattutto in ambito sanitario.

Una ventina di soldati maliani sono in mano ai ribelli da tempo. Sono stati catturati nel corso di diversi attacchi tra settembre 2023 e luglio 2024. La famiglia di uno dei soldati detenuti ha confermato a RFI di ricevere regolarmente notizie dal proprio congiunto. Anche due mercenari russi del gruppo Wagner sono tutt’ora in mano a FLA. Sono stati arrestati nel luglio 2024 durante la battaglia di Tinzouatene.

FLA ha precisato chiaramente, che JNIM ha nulla che vedere con i detenuti di guerra. “Sono nostri prigionieri e siamo sempre noi ora a garantire la sicurezza della città” I ribelli hanno escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento dei terroristi dopo l’offensiva del 25 aprile, condotta congiuntamente.

Dopo le dichiarazioni di FLA, JNIM non ha rilasciato alcun commento in merito. Sta i fatto che gli estremisti islamici detengono altri militari maliani in ostaggio, alcuni da parecchi anni. Ma nessuno sa quanti siano realmente. Mentre l’esercito resta in silenzio. Finora non ha rilasciato alcun comunicato su eventuali morti, feriti o soldati fatti prigionieri durante la battaglia di Kidal dello scorso 25 aprile.

Francia nega coinvolgimento

Dal canto suo la Francia, accusata recentemente dal giornale online RTL di sostenere gli ucraini che appoggiano i ribelli dell’Azawad, ha negato categoricamente qualsiasi suo coinvolgimento.

E’ risaputo che alcune unità dei servizi segreti militari ucraini(GUR) sono state impegnate con i ribelli tuareg contro FAMa e i loro alleati russi, i mercenari di Wagner (oggi sostituiti da Africa Cosps).

I fatti risalgono agli scontri di Tinzouatene del 2024 ed è noto che ribelli dell’Azawad sono stati addestrati in Ucraina.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
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