La delegazione italiana, capeggiata da Luigi Goretti, in visita al Centro spaziale AIS, Malinidi, Kenya
Antonio Mazzeo
Marzo 2025
Il cosiddetto “Piano Mattei” promosso dal governo Meloni per promuovere la cooperazione italiana in Africa? Ad oggi solo, o quasi, si è trattato di implementare attività di collaborazione militare-industriale con alcuni Paesi partner del continente.
L’ultimo atto del rafforzamento della presenza delle forze armate e delle industrie belliche italiane in territorio africano risale al 13 marzo scorso. A Nairobi, presso il quartier generale delle forze armate keniane, il Capo di Stato Maggiore della difesa, generale Charles Kahariri, ha ospitato una delegazione dell’Aeronautica Militare italiana guidata dal comandante in capo, il generale Luca Goretti.
All’incontro erano presenti pure il direttore generale delle Industrie della difesa del Kenya, generale Bernard Waliaula, e l’ambasciatore italiano a Nairobi, Roberto Natali.
“Nel corso dell’incontro, le due delegazioni hanno espresso l’intenzione di rafforzare le relazioni militari tra Kenya e Italia attraverso la cooperazione nel settore dell’addestramento, dell’acquisizione di nuovi equipaggiamenti e dello sviluppo di iniziative strategiche presso il Centro Spaziale Luigi Broglio di Malindi”, riporta il sito specializzato Military Africa.
Il capo di Stato maggiore della difesa keniano ha inoltre invitato l’Aeronautica italiana ad accrescere la collaborazione nel campo delle tecnologie spaziali, della raccolta di immagini geo-satellitari, dell’intervento e gestione in caso di disastri, della produzione di droni e dell’Intelligenza Artificiale legata alle attività militari.
“Il generale Charles Kahariri Additionally ha pure enfatizzato la necessità di finalizzare l’Accordo di Cooperazione della Difesa con il governo italiano per rafforzare la partnership tecnologica e migliorare la capacità locale nella manutenzione degli assetti militari”, conclude Military Africa.
Il Centro Spaziale “Luigi Broglio”, di cui si è parlato al vertice di Nairobi, è una base operativa dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per le attività di lancio e di controllo dei satelliti da terra. Il centro dell’ASI è dotato di sofisticate apparecchiature per la ricezione dei dati satellitari e di tracciamento dei vettori o altri oggetti spaziali.
Il Centro si estende su un’area di circa 3,5 ettari sulla costa dell’Oceano Indiano a circa 32 km dalla città di Malindi ed è stato inaugurato nel 1966.Inizialmente la sua gestione fu affidata all’Università di Roma “La Sapienza” attraverso il Centro Ricerche Progetto San Marco.
Tra il 1967 e il 1988 lo Space Center è stato utilizzato per il lancio in orbita di nove satelliti: quattro del programma italiano “San Marco”, quattro statunitensi e uno del Regno Unito.
Attualmente il Centro ASI collabora con altre agenzie spaziali internazionali: quelle di Kenya ed Egitto; la NASA (USA); l’ESA (Unione europea); il CNES (Francia);CONAE (Argentina).
Tra gli accordi di collaborazione sottoscritti ne esiste pure uno con l’operatore commerciale-militare SpaceX del plurimiliardario Elon Musk (oggi alla guida del Dipartimento per l’Efficienza Governativa degli Stati Uniti d’America con l’amministrazione Trump). In passato il Centro di Malindi ha fornito un supporto chiave ai lanci delle navicelle spaziali “Shenzhou”, nell’ambito del programma di realizzazione della stazione spaziale cinese.
Nel Centro sono presenti tre Stazioni di Terracon relativi sistemi d’antenna. La prima, in Banda S, è adibita ai programmi dell’ASI. Quella in Banda S/X/L è adibita al controllo dei veicoli di lancio Arianespace e Titan e al supporto alle prime fasi di volo di satelliti commerciali LEOP.
La terza stazione in Banda X è adibita alla ricezione di dati di telerilevamento dei satelliti ERS2 (European Remote-Sensing Satellite), SPOT (Satellite Pour l’Observation de la Terre) e Landsat.Il Centro di Malindi è collegato con l’Italia mediante satelliti Intelsat nell’ambito della rete ASI-net.
Le funzioni duali, civili-militari, del Centro Spaziale italiano in Kenya sono ampiamente documentate: l’Aeronautica Militare ha collaborato alle sue attività fin dalla sua realizzazione. Il 16 dicembre 2008 ASI ed Aeronautica hanno pure firmato un accordo esecutivo di cooperazione nell’ambito delle attività di conduzione e gestione del progetto satellitare “San Marco”.
Sotto il punto di vista operativo, a partire del 2009, il Comando delle forze aeree nazionali ha inviato a Malindi personale qualificato (ingegneri ed esperti informatici) per fornire all’ASI supporto e assistenza al funzionamento delle stazioni e al controllo delle attività di tracciamento satellitare.
Interesse in ambito militare per il Centro ASI è stato espresso dalle stesse forze armate del Kenya. In occasione della sua visita ufficiale nello Stato africano (13-16 marzo 2023), il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in compagnia del Presidente ASI Giorgio Saccoccia ha incontrato allo Space Center “Luigi Broglio” il ministro della Difesa keniano Aden Bare Duale e il direttore dell’Agenzia Spaziale nazionale James Aruasa.
Sei mesi più tardi il ministro Duasa è stato ospite a Roma del ministro della Difesa Luigi Crosetto, di quello delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dei vertici dell’Agenzia Spaziale italiana. “Il già solido legame tra le agenzie spaziali dei nostri due Paesi verrà ulteriormente rafforzato dopo l’accordo intergovernativo entrato in vigore il 16 dicembre 2020 e che ha una durata di 15 anni con possibilità di rinnovo”, ha dichiarato Urso.
“La sicurezza del Sahel e del Corno d’Africa è strategica e le dinamiche regionali si riflettono sul Mediterraneo e sull’Europa: Italia e Kenya devono crescere insieme e cooperare nel settore della Difesa a beneficio della stabilità”, ha invece dichiarato Crosetto a conclusione del vertice con il ministro Aden Bare Duale.
Con il fine di rafforzare la cooperazione militare tra Unione europea e Kenya, nel maggio 2024 la Marina Militare di Nairobi ha organizzato una grande esercitazione navale nelle acque di Mombasa (Usalama Baharini 24) a cui ha partecipato la fregata missilistica “Federico Martinengo” della Marina italiana.
“Le attività e le esercitazioni svolte hanno contribuito nell’azione di supporto a favore delle autorità del Kenya per un efficace contrasto alla pirateria e a tutte le attività illecite che vengono perpetrate in mare, come ad esempio il traffico di armi e di sostanze stupefacenti”, riporta la nota dello Stato Maggiore della Marina.
L’esercitazione ha previsto anche una dimostrazione pratica tra il team specialistico della Brigata Marina “San Marco”, la Marina Militare e la Guardia Costiera keniana. “L’evento ha mostrato la simulazione di un boarding su una imbarcazione con a bordo dei sospetti pirati, che una volta arrestati, sono stati consegnati prima alla Guardia Costiera e successivamente alle forze di polizia locali”.
Antonio Mazzeo
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