E oggi, Sonja Nientiet, come appare anche nel video
Sonja Nientiet, cittadina tedesca, infermiera del Comitato della Croce Rossa Internazionale (ICRC) è stata rapita in Somalia nel 2018. Da allora è sparita nelle mani dei sanguinari terroristi di al-Shebab.La sua situazione è drammatica. Pochi giorni fa, tramite un videomessaggio diffuso sui social network, ha chiesto aiuto.
Il suo stato di salute, dopo anni in mano ai suoi aguzzini, sta peggiorando di giorno in giorno.
Sonja nel video ha poi spiegato: “Ciò che mi tiene in vita è il desiderio di rivedere i miei cari”.
Nel filmato l’ostaggio si rivolge, tra l’altro, direttamente al cancelliere tedesco, Olaf Scholz, chiedendo un suo intervento per il suo immediato rilascio. La donna teme per la propria vita.
L’infermiera visibilmente scossa, non sempre riesce a trattenere le lacrime per tutta la durata del filmato Ma porta ugualmente a termine il video di circa 5 minuti, spiegando anche in poche parole la sempre più complessa e difficile situazione della Somalia.
Per anni nessuno ha più parlato del rapimento della cittadina tedesca. Ma dopo la diffusione del suo video su social network, l’ICRC ha lanciato un appello per il rilascio della loro infermiera.
Sonja Nientiet è stata sequestrata il 2 maggio 2018 negli uffici della Croce Rossa a Mogadiscio. Allora i collaboratori somali dell’Organizzazione internazionale avevano spiegato ai reporter di AP che i terroristi sarebbero entrati nell’edificio da una porta posteriore e avrebbero fatto salire l’infermiera su una vettura. Al-Shebab ha poi rivendicato il sequestro. Attualmente la donna è ancora loro prigioniera da qualche parte.
La Somalia resta comunque uno dei Paesi più pericolosi al mondo. All’inizio del mese il dipartimento di Stato americano ha nuovamente diramato ai propri cittadini un avviso di non recarsi in Somalia a causa di possibili attentati e sequestri di persona.
In coordinamento con il governo di Mogadiscio, AFRICOM, United States Africa Command, il comando delle truppe statunitensi di stanza a Stoccarda, Germania), è intervenuto nei giorni scorsi nuovamente con diversi attacchi aerei contro i terroristi di al-Shebab.
Quasi alla fine del suo primo mandato, Donald Trump aveva disposto il ritiro dei militari USA dalla Somalia, ma Joe Biden aveva reintrodotto parte del piccolo contingente nel 2022. I reparti statunitensi, presenti con 450 uomini, stanno sostenendo l’intervento dei militari somali e della coalizione multinazionale dell’Unione Africana con operazioni di intelligence, addestramento militare e attacchi diretti con l’ausilio di droni killer.
Ora, il governo somalo teme, che con il ritorno di Trump le truppe USA possano essere nuovamente richiamate.
Ed è probabilmente per questo che con una lettera, datata 16 marzo 2025, Mogadiscio ha offerto agli USA il controllo esclusivo di infrastrutture logistiche e militari importanti, comprese le basi aeree di Balidogle e Berbera e i porti di Bosaso e Berbera.
Sta di fatto però che Berbera si trovi nel Somaliland. L’ex colonia britannica ha proclamato l’indipendenza dal Regno Unito il 26 giugno 1960 (si chiamava Stato del Somaliland), e, dopo 5 giorni si è unita alla Somalia Italiana, indipendente dal 1° luglio dello stesso anno.
Dopo lo scoppio della guerra civile somala il 30 dicembre 1990, e il conseguente collasso della Somalia, il 18 maggio 1991 il Paese si è ritirato dall’unione. Ma il suo governo non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale, tanto meno dalla Somalia.
L’autoproclamata Repubblica ha un proprio governo, una propria moneta e le proprie strutture di sicurezza. Tuttavia, non essendo riconosciuta da nessun Paese del mondo, l’accesso ai finanziamenti internazionali multilaterali e le possibilità di viaggiare dei suoi cittadini sono limitati.
Il porto di Bosaso, sul Golfo di Aden, è nel Puntland, regione semi-autonoma della Somalia. Il controllo di Mogadiscio in Puntland è limitato, molto limitato.
Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes
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